Contact:
Penzo + Fiore
  • Last exhibitions
  • Selected works
    • Artworks >
      • 2023
      • 2021
      • 2019/2020
      • 2017/2018
      • 2016
      • 2014/2015
      • 2009/2013
    • Diary study
    • Performances
    • Relational Practice
  • Books | Articles
  • P.L.U.T.O.
  • About
  • Contact
  • Nuova pagina

OPERAZIONE P.L.U.T.O. - Pipeline Under The Ocean


Linee di scrittura che scorrono sotto la superficie. Articoli pubblicati su riviste, blog e giornali: parole che attraversano, nutrono, connettono. Una pipeline critica sotto l'oceano dei discorsi dominanti.

Foto
Editoriale - 12/07/2025

Abbiamo scelto di chiamare questa sezione pipe line under the ocean per ricordarci — e ricordare a chi ci legge — che ogni parola pubblicata è un atto di connessione, invisibile e rischioso, tra sponde lontane.

L'Operazione PLUTO, Pipeline Under The Ocean, fu un'impresa militare britannica durante la Seconda Guerra Mondiale: chilometri di tubi posati sul fondo del canale della Manica per portare carburante alle truppe alleate sbarcate in Normandia. Un' infrastruttura invisibile, costruita nel silenzio, essenziale per alimentare una contro-offensiva. Un flusso sotterraneo che nutriva la resistenza.
Anche i nostri articoli nascono così: come tubi sommersi, linee di scrittura che attraversano fondali di potere, ipocrisie, sistemi opachi. Per portare parola laddove spesso manca ossigeno critico, per alimentare comunità di pensiero, per rivendicare la responsabilità del pensiero pubblicato come gesto politico.
Ogni testo qui raccolto è un frammento di questa pipeline sotterranea. Non ci interessano le superfici lucide, i comunicati che rassicurano. Preferiamo la fatica di costruire linee sotto il mare, anche quando sembrano impossibili, anche quando nessuno se ne accorge subito.
Scrivere per noi è questo: stabilire connessioni tra sponde lontane, rendere visibile ciò che è nascosto, portare carburante a chi resiste, a chi non si accontenta delle versioni ufficiali.
Questa è la nostra pipeline: sotto l'oceano, sotto i discorsi dominanti. Dentro la fragilità. Dentro il conflitto.

La Fenice brucia ancora

Foto
30/09/2025
Penzo+Fiore per ArtsLife

Mio nonno l’avrebbe saputo fare meglio. Non la bacchetta — la nomina. Avrebbe guardato il palcoscenico come si guarda un campo prima del raccolto: si controlla la direzione del vento, si parla con chi lo attraversa ogni giorno, si ascolta il rumore delle mani che accordano gli strumenti. Poi si decide. Invece qui, alla Fenice, la decisione è arrivata dall’alto e l’ha spaccato in due: un teatro che conosce il fuoco dovrebbe saper misurare le scintille. [Read more]

Se un giorno ci sarà una nuova Norimberga

Foto
23/09/2019
​Penzo+Fiore per CultWeek

Volevamo scrivere un articolo sul diritto al dissenso: dire che la fede non basta e la terra non è tutto. Ricordare che l’ebraismo è una costellazione di pratiche e obiezioni, non un blocco compatto; che dentro quella pluralità la critica allo Stato d’Israele non è una bestemmia ma uno dei modi, storici e presenti, in cui una tradizione mette alla prova se stessa. Volevamo intrecciare a questo un contrappunto d’immagini — Yael Bartana, …And Europe Will Be Stunned — capace di spostare il baricentro dal destino statale all’etica della convivenza. [...] Ma i fatti hanno corso più veloce dell’inchiostro e le opere, per questo articolo, si sono fatte nulla. [Read more]

Lasciando spazio: l’arte del vetro nel passaggio generazionale

Foto
19/09/2025
Penzo+Fiore per ArtsLife

Accade tutto in pochi secondi. Un colombo entra nel bar, smarrito, taglia l’aria bassa e si posa sulla mensola degli alcolici, tra bottiglie colorate e sguardi distratti. Alessandro Boscolo si alza, lo raggiunge senza fretta. Il suo gesto è privo di esitazione. Una mano lo accoglie, l’altra lo trattiene con dolcezza e lo conduce verso la ritrovata libertà. Nessuno scatto, nessuna forzatura. Solo un movimento calibrato, deciso e leggero, come se il corpo conoscesse già la traiettoria giusta. Il volo riprende. [Read more] 

Noi, animali

Foto
16/09/2025
Penzo+Fiore per CultWeek

Abbiamo incontrato WE ARE ANIMALS, il progetto di Maria Ziosi e Andrea Amaducci, in un pomeriggio come altri a Murano, nella nostra Bright Home Gallery. Li abbiamo accolti tra gatti che dormivano sul tavolo, giochi sparsi, parole che si interrompevano e riprendevano. C’erano anche i nostri figli, Cosmo e Diego. Non ai margini, non come presenze da “gestire”, ma dentro il tempo dell’incontro. Anche loro fanno arte come famiglia. Anche loro conoscono le frizioni di un sistema che continua a immaginare l’artista come figura mobile, performante, senza legami. Una figura sempre disponibile, sempre produttiva, disancorata dalle necessità del vivere. È una narrazione che tiene ancora salda l’idea di autonomia come valore assoluto, e che esclude, di fatto, chi lavora portandosi dietro un’altra vita, un altro corpo, un altro ritmo. [Read more]

Lo sguardo che inchioda. Su Teresa Antignani

Foto
12/09/2025
Penzo+Fiore per ArtFrame

[...] il lavoro di Teresa non elude il conflitto, lo accoglie, lo attraversa, lo restituisce come materia viva. È un lavoro che non si può semplicemente contemplare, pretende di essere letto, affrontato, fatto proprio, respinto o assimilato. Indipendentemente dall’atto artistico, ciò che muove la sua pratica è sempre la medesima urgenza, ovvero dare corpo a ciò che il linguaggio del potere cerca di neutralizzare, mettere in figura ciò che viene sistematicamente cancellato dalla superficie patinata del discorso pubblico. [Read more]

Che cos'è contemporaneo (oggi)? Parametri storici, nuovi criteri e un'equazione di lavoro 

Foto
9/09/2025
​Penzo+Fiore per P.L.U.T.O

Operare nel mondo dell’arte contemporanea è una scelta che per alcuni resta incomprensibile: non bastano i puntelli di una preparazione tecnica, serve un’apertura che consenta di stare dentro un campo dove spesso si ricomincia da zero. Quell’aggettivo, “contemporanea”, per gli addetti ai lavori è un
gate che spalanca un varco ben al di là della periodizzazione. Ogni artista vivente, in teoria, potrebbe dirsi contemporaneo; eppure non è così. [Read more]

Arte: dove si immagina l’impensabile o dove si nasconde l’indicibile?

Foto
22/08/2025
Penzo+Fiore per ArtsLife

Si fischia per l’IVA, ma non si emette un suono per Gaza.

Si organizza una protesta per i margini di profitto, ma non una parola per i bambini bruciati vivi nei campi profughi. L’arte, quella riconosciuta, quella visibile, quella di sistema, difende la propria fiscalità ma non la propria umanità.
La sproporzione è insopportabile. Eppure, perfettamente logica.
Il silenzio, oggi, è parte integrante dell’economia culturale. Serve a non urtare. Serve a rimanere dentro. A non essere “divisivi”. Esporsi — soprattutto su Gaza — significa mettersi in discussione dentro un ecosistema che si regge su finanziamenti, inviti, acquisizioni, riconoscimenti. [Read more]

Il prezzo della presenza

Foto
19/08/2025
Penzo+Fiore per P.L.U.T.O.

L’arte non organizza eventi, costruisce sguardi. Non produce folklore, ma forme di senso. Non celebra l’identità, ma la interroga. E, soprattutto, non intrattiene, ma mette in crisi. Un progetto artistico serio può trasformare radicalmente la percezione di un luogo. Può far emergere ciò che è stato rimosso, riconnettere il presente a un passato non pacificato, aprire il campo a nuove narrazioni collettive. Ma per farlo, deve essere libero. E per essere libero, deve essere difeso. [Read more]

​Ogni tempo ha il suo fascismo

Foto
09/08/2025
Penzo+Fiore per P.L.U.T.O.

Nel 2003 Adalberto Abbate realizzò una serie di opere intitolate Erziehungs‑Entwicklungsprozess. Le svastiche dominavano il banale quotidiano, diventando biscotti da tè, spille su divise di infermieri pediatrici, stemmi su maglie di una squadra di calcetto di quartiere. Un’estetica dell’assurdo, carica e domestica insieme. Un gesto che mise a disagio molti: fu censurato a Palermo durante Il Genio di Palermo del 2003, ed esposto solo più tardi, nel 2004, a Milano, nel progetto Ex Aula Bunker di Alessandro Riva al FlashArtShow. Ma non era una provocazione gratuita, e nemmeno una satira. Era un lavoro chirurgico, corrosivo, che mostrava come anche il male possa diventare pattern, consumo, linguaggio. Come la memoria possa finire su un piatto da dessert. [Read more]

Autonomia del gesto. Perché l’artista deve fare ciò che vuole

Foto
01/08/2025
Penzo+Fiore per ArtsLife

L’artista ha il compito di rivendicare la sua libertà non come privilegio, ma come responsabilità. Non come disinteresse, ma come forma di rigore. Non come auto affermazione, ma come gesto necessario per tenere aperto uno spazio critico. Perché l’opera autentica non rassicura: eccede, contraddice, disorienta. [Read more]

La community, il valore, la cultura. Per chi?

Foto
25/07/2025
Penzo+Fiore per ArtsLife

Nel sistema dell’arte contemporanea ci si abitua in fretta al giornalismo da copia-incolla. Annunci e comunicati stampa, nati per diffondere strategicamente un progetto, diventano articoli che di rado si prendono il rischio di interrogare a fondo ciò che raccontano. È successo anche questa volta. Lanciata tra fine giugno e inizio luglio 2025, la piattaforma Community Valore Cultura, promossa da The European House – Ambrosetti insieme a sei fondazioni private italiane, ha ricevuto una copertura sorprendentemente compatta sulle principali riviste di settore, tutte allineate nel presentare la nuova community come un salto di qualità nella misurazione dell’impatto culturale. Nessuno che si chieda: valore per chi? [Read more]

Alvisopoli e le altre: nuovi modelli di arte tra Veneto e FVG

Foto
21/07/2025
Intervista di Paola Bonifacio a Penzo+Fiore per RAI FVG

​Oggi Sentieri dell'arte intraprende un affascinante viaggio nel contemporaneo per raccontare un modello d'arte che esce dalle gallerie per trasformarsi in strumento di relazione tra artisti e territori. Gli ideatori sono Andrea Penzo e Cristina Fiore, ovvero Penzo+Fiore, un duo artistico muranese che racconta ai ns microfoni il suo percorso umano e creativo, dal vetro alla fotografia alla performance, per poi approdare, in tempi recenti e con altri artisti e operatori culturali e sociali, alle nuove geografie dell'ascolto. Focus sui progetti in corso e le nuove sfide: Dalla Bright Home Gallery di Murano alla residenza artistica di Calasetta in Sardegna; da Altimetrica 104 in Puglia ad Alvisopoli, al confine col Friuli, fino alle collaborazioni con le udinesi Tiziana e Isabella Pers per la recente esposizione "Sotto lo Stesso Albero" nel borgo di Soleschiano, presentata a Trieste Contemporanea. [Listen]

​Restare interi: un'arte che cammina con la vita

Foto
19/07/2025
Penzo+Fiore per P.L.U.T.O

Nel mondo dell’arte contemporanea, il verbo viaggiare è diventato un imperativo morale. Residenze, open call, mostre temporanee, co-produzioni, talk itineranti. Tutto ruota attorno a una mobilità continua, presentata come orizzonte naturale della pratica artistica. Ma sotto questa narrazione fluida e cosmopolita si cela un dispositivo preciso, e spesso violento: la mobilità forzata.​
Non è la prima volta che usiamo questo termine. Il nomadismo, in arte, non è più una possibilità: è una condizione obbligata per chi vuole “restare nel giro”. Spostarsi è sinonimo di essere vivi, attivi, legittimati. Restare fermi, al contrario, significa scomparire. [Read more]

Contro la retorica della rete: per un'arte che abita il campo

Foto
15/07/2025
Penzo+Fiore per CultWeek
​
Nell’Ecologia della mente di Gregory Bateson c’è un principio fondativo: la mappa non è il territorio. Un monito a non confondere il modello astratto con la complessità del reale, a diffidare dei diagrammi perfetti che pretendono di sostituirsi all’esperienza. A partire da questa distinzione vale la pena ripensare uno degli emblemi dell’arte contemporanea degli ultimi decenni: la rete.
Nel giro di vent’anni il concetto di rete si è imposto come paradigma organizzativo e simbolico. Apparentemente aperta e cooperativa, la rete ha finito per funzionare come un dispositivo di semplificazione: traduce soggettività vive in nodi operativi, riduce la relazione a collegamento funzionale, orienta ogni azione verso criteri di misurabilità, impatto, output. [Read more]

"What does it mean to be human?" - l'umano e i venditori di fumo

Foto
11/07/2025
Penzo+Fiore per P.L.U.T.O.

​Allo spazio Sparc*, mostra Fluid Metter curata da Dario Dalla Lana, Francesca Giubilei, Cosima Montavoci e Lorenzo Passi, abbiamo presentato una nuova scritta di chiodi, per la prima volta una domanda: “What does it mean to be human?”
Una domanda urgente, fondamentale, emersa dalle viscere ferite di un’umanità impazzita che permea le nostre esistenze in questo momento storico folle. I venditori di fumo saliti al potere stanno facendo lo scalpo a chi aveva chiaro in testa quali fossero i requisiti di un mondo giusto, sano, in cui valesse la pena vivere e rifondare quotidianamente la propria idea di umanità. [Read more]
READ/LISTEN US ON:
Foto

Foto

Foto

Foto

Foto


Powered by Create your own unique website with customizable templates.